Home Scuole

Scuole

a cura della 4ºD, scuola elementare Giuseppe Mazzini, Roma, anno 2007/08

Quest’anno abbiamo letto un libro intitolato Marcovaldo di Italo Calvino.
La storia parla di un uomo che vive in una città industriale, ma che vorrebbe disperatamente un minimo contatto con la natura. Sposato con Domitilla, padre dei bambini: Filippetto, Michelino, Pietruccio e Iselina, lavora in una fabbrica di beni materiali, comandato dal capo Viligelmo. In ogni capitolo lui tenta di “toccare” la natura e di raggiungerla; ma sfortunatamente si trascina involontariamente in un mare di guai e avventure.
Sono queste che rendono questo libro uno dei più belli della letteratura italiana. Calvino secondo me esprime il concetto di una gabbia, che è la città, che imprigiona Marcovaldo, nelle cui sbarre lui cerca di passare per uscire dal mondo grigio.
Sia per il suo significato, sia per l’avventura, Marcovaldo è uno dei migliori libri che abbia letto in tutta la vita.
Lorenzo

Quest’anno abbiamo letto un libro di Italo Calvino, nato negli anni 50 e morto nell’85.
Il libro si chiama Marcovaldo. Parla di un uomo, Marcovaldo, che ama la natura e vive in una città inquinata dove fa molto freddo.
Marcovaldo è povero e sfortunato; povero perché fa un lavoro umile e con i pochi soldi che ha deve mantenere la sua famiglia che è molto numerosa e sfortunato perché è come rinchiuso in un’ampolla e non riesce a trovare la cosa che ama di più: la natura.
Nel libro sembra che Marcovaldo può scappare però non può perché è come se la natura scappasse da lui.
A me questo libro è piaciuto molto per la sfortuna di Marcovaldo perché quando ha sfortuna fa ridere molto.
Fra le venti novelle che abbiamo letto Il giardino dei gatti ostinati è in assoluto il migliore.
Clarissa

Marcovaldo mi è piaciuto molto perché sembra che ogni storia abbia una morale. Marcovaldo però mi è piaciuto specialmente per la felicità di quando uno dovrebbe essere disperato. Tipo in Viaggio con le mucche, lui pensa, beato il figlio che stava in montagna, invece secondo me gli sarebbe dovuto mancare il figlio.
Poi il bello è proprio il contenuto, le storie, il modo di descrivere, è come una ciliegina su una torta.
Ginevra

Il libro è stato bello perché non si faceva prendere dalla città, Marcovaldo, ma scappava sempre verso la natura nel posto inimmaginabile.
Qualche volta però viene quasi preso dalla città, tipo in Marcovaldo al supermarket. Anche se Marcovaldo è un amante della natura non ne sa niente, infatti Italo descrive che Marcovaldo è preso dalla natura ma quando trova la natura non riesce mai ad andarci perché è povero. Infatti mi sono fatto sempre una domanda… ma Marcovaldo perché è povero se lavora in un grande centro commerciale? E poi, quando in un capitolo gli donarono dei soldi perché non cambia casa e va nella natura?. Marcovaldo mi è piaciuto tanto e consiglio di leggerlo a tutti e bisognava fare altre storie di Marcovaldo.
Luca

Marcovaldo sembra una persona davvero molto comica perché ne passa di tutti i colori per arrivare finalmente alla natura che tanto desiderava. A me Marcovaldo è piaciuto molto perché ha fatto cose buffe che solo lui e Mr. Bean potevano fare.
Federico


Marcovaldo è un po’ strano perché cerca sempre di arrivare alla natura ma lei lo respinge, e poi perché si caccia sempre nei guai A me questo libro è piaciuto perché Marcovaldo è simpatico.
Luigi

Marcovaldo lavora alla Sbav, una fabbrica, dove il suo capo, il signor Viligelmo, gli fa fare sempre i lavori più duri.
Marcovaldo alcune volte si mette nei guai da solo, per esempio una volta era entrato in un aereo pensando di essere sull’autobus.
Una volta di fronte al suo palazzo c’era una scritta luminosa che venti secondi stava accesa e venti secondi stava spenta e così Marcovaldo non poteva ammirare le stelle coi figli. Così un giorno i figli di Marcovaldo lanciarono un sasso contro la scritta che si è rotta subito. Dopo tante volte che la fabbrica riparava i danni dovette fallire e così arrivò un’altra fabbrica che mise una scritta più grossa che due secondi stava spenta e due secondi no. Da quel giorno marcovaldo non potette più ammirare le stelle. Il libro mi è piaciuto molto perché la storia parla di un uomo che ama molto la natura.
Giovanni


Quest’anno in classe abbiamo letto un libro di Italo Calvino, morto nel 1985, che parla di un signore, Marcovaldo, che ama la natura ma essa è come se volesse fuggire da Marcovaldo.
Marcovaldo è una storia di venti capitoli che però non si susseguono. Marcovaldo è una persona che ama la natura però in molti capitoli è tentato di diventare consumista. Marcovaldo lavora a una fabbrica, la Sbav.
Marcovaldo nel libro ha una famiglia numerosissima e col suo poco stipendio ne vive delle belle. La moglie, Domitilla, spesso dà un po’ di intrigo nei capitoli di Marcovaldo.
Il libro mi è piaciuto molto perché è pieno di avventura e intrighi. Il capitolo che mi è piaciuto di più è Fumo, vento e bolle di sapone.

Quest’anno abbiamo letto Marcovaldo di Italo Calvino.
I. Calvino era uno scrittore famoso italiano che aveva scritto venti capitoli nel libro che si intitolava Marcovaldo.
I capitoli si possono leggere tutti sparsi perché dal primo capitolo non continuava l’episodio (nel secondo).
I. Calvino aveva scritto Marcovaldo nel 1963 d è morto nel 1983. Il libro era con quattro stagioni.
Marcovaldo era povero, e aveva una famiglia molto numerosa e lui lavorava alla S.B.A.V.
Era un amante della natura, ma lui era come chiuso in un ampolla. La natura cerca di entrare ma la città glielo impediva, e Marcovaldo certe volte stava per diventare un consumista come tutti gli altri.
Nell’ultimo capitolo, Marcovaldo stava per essere catturato dalla città ma lui scappò.
Marcovaldo amava la natura, perché poteva succedere solo ad un uomo di città. Per me la natura scappava via da lui.
Questo libro per me è stato bellissimo, perché ci sono avventure, e pure perché nel libro ci sono tanti misteri che io vorrei sapere. Il capitolo che mi è piaciuto di più è Marcovaldo al supermarket e quello che non mi è piaciuto, non c’è perché erano tutti belli e I. Calvino li ha espressi come lo sentiva nel cuore.
Lavinia

Marcovaldo è il personaggio del libro insieme alla natura.
Marcovaldo in città vive in una casa molto piccola perché non ha tanti soldi per comprare un’altra più grande.
Marcovaldo ha una famiglia numerosa e la moglie si chiama Domitilla. Italo Calvino scrive sul libro che Marcovaldo cerca sempre di uscire dalla città ma non ci riesce perché la città lo imprigiona. Questo libro mi è piaciuto perché è molto descrittivo. Maria Eugenia

Marcovaldo è un libro che fa sognare.
Questo libro bello e ti fa venire una voglia dentro una voglia nascosta, una voglia mai avuta.
Una voglia che ti entra dentro una voglia appassionante.
Questo è Marcovaldo. Ho sempre pensato che Italo Calvino era un autore geniale ma non fino a questo punto.
Questo giovane è prigioniero, è prigioniero da una voglia. Da una voglia matta che batte sempre nel suo cuore e non finisce mai. Questa voglia è la natura, e lui ci prova ad andargli incontro ma la natura scappa da lui.
Questo libro mi è piaciuto moltissimo perché è emozionante e ricco di altre emozioni. Questo è Marcovaldo.
Alberto

Per me il libro di Marcovaldo ci vuole raccontare di un uomo che vuole andarsene dalla vita di città e ritornare in campagna in mezzo alla natura ma è come se la città lo tenesse prigioniero, ma lui non si rassegna, ma per non rattristarsi cerca di trovarla in molti episodi che vi faranno venire l’idea di un posto nuovo.
Lui ha una moglie e sei figli che insieme a lui ne combinarono di tutti i colori; Marcovaldo è un libro che è comico ed è stato scritto da Italo Calvino che è stato un grande scrittore.
Però il mio parere è che è un libro bellissimo che ogni persona che l’ha letto può consigliarlo ad amici e parenti, perché è un libro che ti coinvolge nella storia, che non ti riesce a stancare a leggerlo per la sua descrizione e l’originalità delle parole. Ogni episodio ti insegna una morale ed un’emozione.
Lorenzo Alitano

Quest’anno in classe abbiamo letto il libro Marcovaldo scritto da I. Calvino, nato nel 1923, morto nel 1985 e ha scritto Marcovaldo nel 1963. Italo Calvino è stato un uomo molto enigmatico. Infatti nell’ultima parte non dice qual è la città del protagonista.
Il libro è diviso in venti storie. Ognuna racconta un episodio diverso. Marcovaldo è attratto da cose naturali.
Aveva una famiglia numerosa. A me è piaciuto molto questo libro perché è molto divertente.

Marcovaldo è un uomo di città ma ama molto la natura e cerca di avvicinarsi il più possibile a lei ma poi la natura non riesce ad avvicinarsi a lui e, come dice I. Calvino nell’ultimo capitolo, lui pensa di essere chiuso in un’ampolla.
Marcovaldo lavora alla S.B.A.V. dove, pure là, tutti lo sgridano e gli si rivoltano contro di lui; è povero e ha una famiglia formata dalla moglie e sei figli più piccoli, Michelino e Pietruccio, combinano di tutto e di più alle spalle del padre e la moglie lo sgrida sempre.
Questo libro è stato stupendo perché I. Calvino racconta di un uomo che vuole vivere intorno alla natura, senza macchine, smog e spazzatura buttata per terra; invece deve vivere in una città cattiva e crudele con lui.
Marcovaldo mi è piaciuto tanto pure perché spiega che la città scaccia la natura che cerca l’uomo.

Quest’anno in classe abbiamo letto Marcovaldo scritto da Italo Calvino. Questa storia è ambientata in un posto freddo, tipo Torino. Il libro è formato da venti capitoli. Marcovaldo odia la città e cerca la natura, che gli si rivolta contro. Marcovaldo è un uomo povero, lui lavora alla S.B.A.V. dove è un trasportatore di casse, ha sei figli, una moglie di nome Domitilla. Secondo me il libro era fantastico perché faceva ridere, perché era veramente bello, simpatico. Insomma mi è piaciuto tanto perché lo scrittore non ha mai trovato la parola… FINE
Francesca

 
a cura della 4ºB, scuola elementare Giuseppe Mazzini, Roma, anno 2007/08

Pinocchio siccome era un bambino non come noi, che siamo bambini fatti di carne e ossa, siamo sensibili e abbiamo organi interni, era speciale, perché pur essendo burattino di legno, riusciva a parlare e a muoversi. Egli non sapeva quali erano i pericoli della vita, quindi aveva bisogno di qualcuno che glielo spiegasse, e lo aiutasse a crescere.
Papà Geppetto era un uomo povero ma aveva un cuore d’oro, teneva molto a Pinocchio nonostante gli abbia fatto passare guai enormi a causa delle bugie, per lui Pinocchio è come un bambino vero, lo accudisce, lo guarda, gli parla. Lo stesso vale per Pinocchio, per lui Geppetto è un vero padre soltanto che non lo ascolta mai.
La fata Turchina è una madre per Pinocchio, quando è ammalato lo cura ed è molto paziente e affettuosa, sec’è bisogno lo sgrida che lo fa per il suo bene e lo punisce se è necessario, poi dopo lo perdona, gli spiega i problemi della vita e come superarli. Pinocchio capisce sempre ma non mantiene le promesse che le ha fatto. La Fata lo ascolta. Per Pinocchio la fata e Geppetto sono molto importanti.
Anche per me sono molto importanti i miei genitori, soltanto che papà non è povero come Geppetto, e mamma non è magica come la fata, ma per me loro sono molto speciali e sono unici al mondo perché sono buoni e cari e mi aiutano quando ho bisogno.
Allegra

Il libro di Pinocchio che abbiamo letto è molto bello e divertente, perché racconta la storia e le avventure di un bambino burattino come noi.
Le sue avventure potrebbero accadere ad ognuno di noi se non stiamo attenti a chi avviciniamo. Non ci dobbiamo fidare delle persone che non conosciamo e che ci promettono grandi meraviglie. Se Pinocchio avesse fatto il suo dovere e fosse andato a scuola come tutti i bambini del mondo non gli sarebbe accaduto di incontrare dei cattivi amici traditori.
Filippo

 


Libreria per bambini e ragazzi - Via Martignano 10 - Roma - tel. 06.8543931